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La caratteristica peculiare ed innovativa che contraddistingue il Polo formativo per l’IFTS è il porre attorno ad un unico tavolo di progettazione e di successiva realizzazione degli interventi: scuola, Università, Enti di formazione, aziende ed enti di ricerca.
La messa “in rete” di una pluralità di soggetti istituzionali e sociali richiede un’integrazione e una cooperazione, che deve fondarsi sull’autonomia di ciascuno e sul reciproco riconoscimento di pari dignità. La struttura reticolare così creata, offre un significativo contributo al superamento della tipica precarietà e frammentazione che contraddistinguono gli interventi formativi di tipo tradizionale ed infatti i partner associati, tenendo fede alla filosofia ispiratrice alla base della programmazione dei Poli, sia a livello nazionale che regionale, nonché alle linee di sviluppo tracciate dal Consiglio Europeo di Lisbona del 2000, si pongono come obiettivo generale lo sviluppo di una società basata sulla conoscenza e l'innalzamento del tasso di occupazione.
Il coinvolgimento attivo di tutti i componenti dell’ATS, è fondamentale per creare una struttura territoriale permanente che possa sviluppare strategie di politica attiva del lavoro dotate di visibilità, stabilità, qualificazione e flessibilità. L’obiettivo in altre parole è costituire una filiera formativa che, disponendo al suo interno di competenze specialistiche di altissimo profilo, generi quel valore aggiunto in grado di sviluppare una integrazione ed interazione permanente tra formazione, istruzione, ricerca scientifica ed aree produttive locali, nazionali ed internazionali.
Il Polo si contraddistingue per un approccio interprovinciale. Il territorio di riferimento è, nel suo insieme, il Distretto Industriale del Lazio, con la presenza di imprese del comparto aerospaziale di grandi dimensioni.
Dall'inizio del ventesimo secolo ad oggi il settore aerospaziale ha sempre richiesto una forza lavoro di elevata qualificazione e fortemente incline all'innovazione. Ciò è vero oggi più che mai: le sfide poste dalla competizione sul mercato globale e la crescente complessità richiesta a sistemi e strutture al fine di soddisfare le esigenze della clientela internazionale (le grandi compagnie di trasporto aereo, le agenzie spaziali …) impongono livelli di integrazione di sistema sempre più alti.
Nei decenni trascorsi l'aerospazio si è caratterizzato come il settore industriale dei paesi sviluppati caratterizzato dalla maggiore intensità di ricerca. Si tratta infatti di un settore in cui gli sviluppi tecnologici sono molto rapidi e, poiché i progetti aerospaziali richiedono normalmente molti anni per la loro realizzazione, è essenziale per quanti si preparano ad nel settore acquisire la capacità di prevedere e creare questi sviluppi. In certe imprese il livello degli investimenti a ciò finalizzati arriva al 30% dei ricavi globali, una percentuale assai più alta che in altri settori high-tech.
Quello aerospaziale è un settore industriale caratterizzato da un’alta concentrazione di tecnologie e capacità professionali di punta, oltre che da una doppia possibilità d’impiego dei suoi prodotti: il mercato civile e quello della difesa.
Al giorno d’oggi la fabbricazione di velivoli civili di grandi dimensioni rappresenta l’elemento di maggior peso nel fatturato aerospaziale europeo, che vale da solo più di 20 miliardi di € all’anno.
Questo mercato è ciclico poiché dipende dai programmi d’acquisto delle aerolinee i quali sono soggetti a considerevoli fluttuazioni, specialmente in un periodo caratterizzato da incertezza delle prospettive economiche e preoccupazioni relative alla sicurezza mondiale.
Per quanto riguarda la difesa la domanda dipende dagli stanziamenti e dalle politiche di acquisti dei governi, che a loro volta dipendono dagli sviluppi geopolitici e dalla mutevole percezione delle minacce. Giacché i prodotti per il mercato civile e per quello della difesa hanno molti elementi in comune è di fondamentale importanza per gli operatori del settore che la situazione sia quanto più prevedibile e stabile possibile in entrambi i segmenti. Ciò contribuisce ad ottimizzare l’impiego della base di conoscenze oltre che delle risorse tecniche, umane e finanziarie ed a smorzare le fluttuazioni della domanda quando uno dei due segmenti incontra difficoltà cicliche.